Ligabue è intervenuto a sorpresa sulla sua pagina Facebook con un post in risposta a quello di
Vasco,
cogliendo l'occasione per precisare definitivamente il suo punto di
vista in merito alla vicenda
Vasco vs. Liga di questi ultimi mesi. "Da
circa vent'anni, in buona parte delle interviste, mi sento sempre fare
tre domande: - dice Liga - 1 "cosa ne pensi di Vasco?" 2 "cosa ne pensi
della rivalità fra te e lui?" 3 "farete mai un duetto insieme?".
"Va
detto che a volte chi mi faceva quelle domande sembrava dirmi: porta
pazienza, me lo chiede il caporedattore a cui lo chiede il direttore
ecc. Insomma sappiamo cos'è che fa vendere i giornali. Comunque il
risultato è sempre stato questo assurdo disco rotto che se n'è sempre
fregato delle mie risposte. Altrimenti, forse (ma molto forse…) quelle
domande non me le avrebbero ripetute così ossessivamente. Risposte che
ogni volta sono state: 1 "rispetto Vasco, la sua storia e il rapporto che ha con il suo pubblico"
2 "io faccio le gare con me stesso (e sono toste, sappiatelo) come
credo faccia anche lui. Siamo imparagonabili perché molto diversi (come
ogni altro è diverso da ogni altro). Infine ridurre la musica a una gara
vuol dire semplicemente svilirla. Quindi è una rivalità di cui hanno
bisogno certi giornali e alcune frange estremiste di fan" 3 "siete voi,
con queste solite domande ad allontanare sempre di più qualsiasi
possibilità di duetto fra noi". Ogni volta mi sento un disco rotto
anch'io ma siccome è quello che penso e le domande non cambiano… Per
otto anni, prima di vivere di musica, ho fatto mestieri di ogni tipo. Esperienza sufficiente per poter oggettivamente dire che c'è di peggio, eehhh c'è di molto peggio"

"Così
c'ho fatto il callo - continua Ligabue - e ho messo questa roba nel
novero dei pegni da pagare a fronte di privilegi come per esempio,
quello di salire su un palco. Però, e qui veniamo alla vera nota
dolente, nonostante quel è tutto un gioco, è tutto un gioco che in tanti
ripetono, io ho sempre pensato che a fare le spese di beghe come
queste è sempre stata, purtroppo, la musica. La mia musica e la sua
musica. Perché è chiaro che sia io che lui mettiamo tutti noi stessi in
quello che scriviamo e cantiamo.
"E' evidente in chiunque non sia
sordo (o lo voglia fare) - spiega - che scaviamo entrambi dentro di noi
con sofferenza e senza pietà per cercare di produrre qualcosa che possa
essere all'altezza di tutto l'amore che riceviamo. E quando cerchi di
dare tutto quello che puoi, con tutto il lavoro, l'attenzione, la
passione, il talento, la tua totale partecipazione e il tuo totale
impegno per poi vedere ogni cosa ridotta alla domanda se ti senti o no
il numero uno, sai che purtroppo a farne le spese è la musica. Ne fa le spese l’informazione sulla musica. Questa musica di cui c'è così tanto bisogno e che, nel frattempo, viene così facilmente bistrattata".
Questa musica a cui si danno così tante responsabilità e a cui si chiede
così tanto e nel frattempo la si ascolta e la si giudica così
sbrigativamente. Alla conferenza stampa, il pomeriggio del concerto di
Campovolo, su sette domande che mi hanno fatto, quattro erano su Vasco. E
io dentro di me pensavo: siamo qui in una situazione straordinaria in
cui gli spunti per parlare di musica, di testi, di concerti, di
allestimenti, di storia personale, di fan, sarebbero centinaia ma alla
fine devono portare a casa quell'argomento. Le risposte che ho dato
allora erano più o meno un sunto di quello che trovate in queste righe.
Ricordo che alla fine ci fu un lungo applauso liberatorio (era il primo
che beccavo in una conferenza stampa, ha sorpreso anche me) da parte di
gente che lavora in radio piuttosto che giornalisti web. Era il segno di
quanto anche loro si fossero rotti di sentire sempre tutto banalizzato e
ridotto a quella questione".
"Vi ho detto queste cose per farvi
sapere il mio pensiero anche se credo che diversi di voi lo
immaginassero o lo conoscessero già. - specifica il cantautore -
Continueremo il nostro percorso, io il mio e lui il suo. Cercando di
garantire il massimo che possiamo io a voi e lui ai suoi. Consapevoli
del nostro reciproco rispetto ma decisi a difendere a denti stretti
ognuno la propria storia personale. Mentre procederemo così
continueranno a farci le solite domande. Adesso che ci penso questo
pezzo può diventare utile: stampo quelle risposte e a chi mi fa quelle
domande gliele consegno a mano ogni volta. Me ne starò zitto, come in
passato, quando le cose prenderanno una piega particolarmente assurda o
quando i miei maroni saranno sul punto di scoppiare. Me ne starò zitto
per non fare il gioco di quel tipo d'informazione".
"Nel
frattempo, inevitabilmente, buona parte dei titoli, invece di raccontare
del nostro reciproco lavoro, faranno riferimento all'"altro". -
conclude - Ogni volta che verranno raccontati i nostri successi sembrerà
che sia qualcosa fatto "alla faccia" dell'"altro". Su grandi temi come
senso della vita, droga, modo di intendere il rock… dire la propria (per
ognuno dei due così legittimamente diversa) verrà fatto passare come un
attacco all'"altro". Qualsiasi cosa verrà buona pur di avvelenare il
clima cercando un'escalation mediatica. Ma soprattutto verrà buona per
evitare di fare qualcosa di veramente importante tipo, per esempio,
provare a capire veramente (e provare a spiegarlo) cosa ci sia nelle
nostre rispettive canzoni che riesce a produrre magie così grosse come
l'amore e la fiducia che in così tanti provate per me e che in così
tanti provano per lui. Vi abbraccio e, ancora una volta, buon anno. E a
te, Vasco, anche se in anticipo di venti giorni, buon compleanno".
Appena tre mesi fa su Facebook Vasco esternò un suo pensiero su
Ligabue scrivendo questa farse: «Caro Liga quando avrai scritto anche tu
quasi duecento canzoni e avrai pubblicato 16 album inediti potrai
essere messo sul mio stesso piano. Devi mangiare ancora un po’ di
polenta prima di poterti confrontare con me». Dopo pochi giorni e tanet
polemiche, Vasco smentì di aver scritto la farse incriminata e addossò
la colpa ad un ipotetico hacker. Oggi però i fans di Ligabue tornano sul
piede di guerra perché durante un’intervista rilasciata a Red Ronnie,
il cantante di “Eh Già”, ancora una volta torna ad attaccatre Ligabue,
con questa frase: “Cosa ne pensi di Ligabue?” (Red Ronnie) : “Un
bicchiere di talento in un mare di presunzione“ (Vasco Rossi). Forse é
il caso che Vasco prenda la vita con più calma, meno liti del genere non
possono che fargli bene!
Magari una bella
cioccolata calda per addolcire Vasco ultimamente, che non ci piace così litigioso!